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giovedì 15 settembre 2016

Elisa intervista Alessia Garbo, scrittrice (Tappa Blogathon)

Buon giorno a tutti!
Oggi, per poi, ho intervistato Alessia Garbo per per l'uscita del suo nuovo romanzo, "Il Giglio di Cristallo".

Questo articolo fa parte di un Blogathon e in palio per chi seguirà tutte le tappe, ci saranno dei premi.
Ecco a voi le regole del giveaway:
1) Iscriversi a tutti i blog partecipanti e al blog dell'autrice www.alessiagarboautrice.it
2) Mettere 'mi piace' alla pagina facebook Alessia Garbo Autrice.
3) Condividere almeno uno dei post taggando tre persone.

4) Commentare almeno un post dei blog partecipanti.

Per avere più punti:
1) Mettere 'mi piace' alle pagine facebook dei blog partecipanti
2) Condividere i post di più di un blog partecipante
3) Commentare più di un post

Saranno estratti tre vincitori, che avranno rispettivamente:
1) Copia cartacea autografata de Il Giglio Bruciato
2) Ciondolo in fimo raffigurante la protagonista del romanzo
3) Segnalibro di pannolenci a tema Giglio

Ora, però, passiamo all'intervista!



Ciao Alessia: benvenuta! Sei pronta a cominciare?
Ti va di parlarci un po' di te?

Ciao, Elisa. E grazie a te per lo spazio. Prontissima. Sono Alessia Garbo, vivo a Palermo. Scrivo da qualche anno ma solo ad Aprile mi sono decisa a pubblicare il mio primo romanzo. Ho due cani da cui non mi separo mai. Amo cucinare, leggere e guardare serie tv.

Che cosa ti ha spinta a pubblicare?

La spinta decisiva è arrivata da chi aveva letto in anteprima il Giglio. Le mie amiche e le mie sorelle mi rassicuravano sulla forza dei personaggi e della trama, e in più pressavano per leggere il romanzo in versione cartacea. Lo volevano tanto che non potevo non accontentarle. E poi, certo, ho pubblicato per soddisfazione personale e per autodefinirmi "scrittrice", visto che fino ad Aprile non ci riuscivo. Alla fine, ho pubblicato quando ho trovato che il Giglio fosse pronto a spiccare il volo. 

Arriviamo subito al sodo, dunque! Il "Giglio". Come è nata questa storia?

Dal nulla, praticamente. Ricordo che era estate, c'era un caldo pazzesco. Mi sono chiesta: e se l'Inquisizione esistesse ancora? E se il cattivo fosse quello che sembra la vittima? Ci misi un po' per pianificare la trama. I primi di Settembre iniziai a buttar giù qualche riga. 

Molto ma molto interessante! Ti va di parlarci brevemente de «Il Giglio bruciato»?

Sì, certo. In una Como che sembra innocua ma tanto innocua non è, Angelica Giglio si sveglia dopo quindici giorni di coma. Apprende dalla madre, l'unico membro della sua famiglia, di avere avuto un grave incidente. Questa, però, non è l'unica scoperta che la protagonista fa. Infatti, si accorge di aver perso la memoria, viene fuori che ha un'amica e un fidanzato e che il suo anziano relatore per la tesi è andato in pensione. Al suo posto, ora c'è un affascinante professore, Gabriel Duke. Potrebbe essere l'inizio di qualcosa... Ma Angelica è vittima di strani episodi, e Gabriel la segue ovunque. 

Angelica e Gabriel sono dunque i protagonisti di questa storia.
Solitamente tutti domandano come nascono proprio i protagonisti. Io ti farò una domanda un po' atipica, invece: come sono nati i coprotagonisti? Come si chiamano?

Adele. È la mamma di Angelica, ed è un po’ la mamma che vorrei, amica della figlia ma non troppo. Farebbe di tutto per proteggerla e appoggiarla, arrivando anche a esagerare per poi rendersi conto che non sta andando nella giusta direzione. Ma che vogliamo farci? È umana. 

Victor. È il mio comprimario del cuore, una spalla, uno dei miei personaggi meglio riusciti. È oscuro, misterioso, più di Gabriel. Prima lo si odia, poi lo si ama. È inevitabile.
Poi ci sono Rebecca, Bea e Andrei… Ognuno di loro contribuisce alla storia in qualche modo. Senza loro, il Giglio non sarebbe il Giglio. 

Qual è il personaggio di cui non avresti mai pensato di scrivere e di cui invece poi ti sei "innamorata" scrivendo? Mi spiego meglio: c'è stato un personaggio di cui inizialmente non t'importava e che poi t'è entrato dentro?

Victor, sicuramente. Con lui ho vissuto delle fasi passando dall’odio profondo all’amore incondizionato. Doveva avere un ruolo molto marginale, ma poi… Ho scritto una novella per approfondire il suo personaggio.

Parlando invece del secondo romanzo della serie, pensi che abbia assunto la "direzione" tracciata dal primo o che invece si sia discostato in fase di scrittura?

Si è discostato molto, credo. Sia perché ho scritto scene che non avevo pensato di scrivere, sia perché il mio stile narrativo è maturato. Infatti sono tornata sul primo dopo aver finito il Giglio di cristallo per appianare il divario, rimaneggiandolo interamente.

Qual è, secondo te, la cosa che più piace della tua serie?

Ho notato che piace il mio stile scorrevole e leggero, l’alone di mistero, e Gabriel e Victor

Quali sono i tre cibi di cui Angelica non potrebbe fare a meno? E Gabriel?

Angelica ama la pasta e il gelato. Gabriel potrebbe anche non mangiare, più che altro lui adora cucinare.

Di canzoni sicuramente ce ne saranno tante, ma quali sono le tre principali che hanno fatto da colonna sonora per la stesura per questo tuo secondo romanzo?

Cosmic love, di Florence and the Machine. Unconditionally, di Katie Perry. E All of me, di John Legend. 

Quali sono, invece, le tre canzoni che fanno da colonna sonora alla tua vita?

Immagino che dopo questa risposta mi sfotterete a vita: la sigla di Lassie. Non sto scherzando. 

Poi Fallin, di Alicia Keys. La descrizione di un attimo, dei Tiromancino. Come quello che tu stai giocando a me, perché NON posso ridurre le canzoni a tre. Semplicemente inconcepibile. E infatti per dispetto ne aggiungo un’altra: Can’t fight the moonlight, di LeAnn Rimes. 
E dopo quest'ultima domanda... saluta il tuo pubblico!

Visto che sono una persona notoriamente rompi, devo farvi una raccomandazione prima. Leggete, leggete tanto, leggete italiano e recensite. Non precludetevi delle piccole perle solo perché sono self e/o scritte da autori italiani. 

Detto questo, tanti cari saluti.



a Rafflecopter giveaway

giovedì 1 settembre 2016

Elisa intervista L.Cassie, scrittrice

Ciao a tutti!
Eccoci qua con il secondo appuntamento della rubrica "Le interviste".
Oggi ho deciso di intervistare L. Cassie, un'autrice che mi incuriosisce molto.
Ne approfitto, inoltre, per ricordare a tutti che oggi, 1.09.2016, esce il suo nuovo lavoro: "Tutto quello che vorrei".
Un grandissimo in bocca al lupo, quindi!
Ma bando alle ciance, conosciamo questa fantastica scrittrice!

Ciao Laura! Innanzitutto grazie per aver accettato di sottoporti a questa mia intervista.
Iniziamo!
Ti va di presentarti?
Ciao Elisa, sono io che ti ringrazio per avermi concesso uno spazio sul tuo angolino vrtuale. Ne sono molto felice. Presentarmi dici? Beh...una cosa l'hai già svelata, ovvero il mio nome. Come autrice uso uno pseudonimo (L. Cassie), ma il mio vero nome è Laura. Sono una ragazza di 22 anni e mezzo che abita in uno sperduto paesino del piemonte e che ha un mare di passioni. Che altro dire? Sono una sognatrice nata.... 

Come è nata la tua passione per la scrittura?

Non saprei dire con precisione. La scrittura ha sempre fatto parte di me, è una cosa naturale. Dico sempre che per me scrivere è come respirare, non potrei vivere senza.


Sì, ti capisco benissimo! Fa parte di te, insomma! Ti ricordi come è nata la tua prima storia? Non dico il tuo primo romanzo, ma proprio la tua prima storia.
Ti spiego. Io da bambina e da ragazzina ho sempre butatto giù flotte di pensieri, scrivevo i miei sentimenti, le mie sensazioni su di un foglio o un blog. È solo nell'ultimo periodo che mi sono cimentata con delle storie o romanzi, in seguito alla chiusura del negozio in cui lavoravo. La prima storia narrava di una ragazza che aveva vissuto da sempre come spettatrice, guardando le persone che la circondavano fare quelle cose che avrebbe voluto fare lei. Il titolo era "Lisa, la spettatrice del mondo" (se non vado errando).



Davvero molto interessante! E hai mai pensato di trasformarla in un romanzo vero e proprio? 

Credo di aver inserito parte di quel brano in ognuno dei miei romanzi. 

Questa è una cosa bellissima. E i tuoi romanzi, invece, come sono nati?

Cosa vuoi sapere esattamente? Con una domanda così generica rischio di scriverti un romanzo come risposta 

Cosa ti ha spinta a scrivere, perché hai deciso di scrivere, perché sono nati. La forza motrice che ti ha dato la forza di scrivere

Ho deciso di scrivere i miei romanzi perché sentivo di avere qualcosa da raccontare, da divulgare, da condividere. La forza motrice è stata, ed è ancora oggi, la voglia di fare della mia passione qualcosa di grande. Voglio raggiungere il cuore dei lettori e inviare loro messaggi importanti, oltre che regalare un po' di spensieratezza. 

Quali sono le principali difficoltà che hai incontrato nello scriverli?

La difficoltà più grande la incontro sempre negli ultimi capitoli. Ho paura di non svelare tutti gli enigmi del romanzo, di concludere tutto troppo velocemente o, al contrario, dilungarmi troppo. Alla fine l'epilogo ha una bella importanza. Il prologo e l'epilogo sono i due elementi base per una buona impressione. Mi spiego meglio. Se il libro inizia male, non lascio una buona impressione. Sin dalle prime righe bisogna conquistare il lettore, ma, ugualmente, se finisce male, mi son giocata mesi di lavoro. Cosa ancor più grave. 

Sì, capisco benissimo cosa vuoi dire. Ti va di parlarci del tuo ultimo "bimbo", che esce proprio oggi? Come è nata l'idea?

Lauren, la protagonista ha vissuto una drammatica esperienza identica alla mia. È stata invstita da un auto mentre attraversava la strada e ha rischiato di morire. Proprio come me. In seguito a questo evento si trasforma in una maniaca del controllo e si priva di ogni piacere della vita, temendo di sprecarla. Ma il bel Matt le farà cambiare prospettiva di vita. Posso quindi dire che gran parte dell'ispirazione me l'ha fornita il mio passato.  

Ti rispecchi maggiormente in Matt o in Lauren? Perché?

Beh, in Lauren, per i motivi sopra elencati. Ho dato a lei parte del mio vissuto, non potrebbe essere diversamente. 

La scrittura, quindi, in questo caso ti ha anche aiutata? L'hai usata come valvola di sfogo?

È sempre una valvola di sfogo. 

Indubbiamente.
Cambiando argomento: nella nostra vita, ci sono persone che lasciano il segno: chi ha lasciato il segno nella tua?

Mmmh, domanda interessante. Credo che i bulli incontrati a scuola abbiano influito sulla persona che sono oggi. Inoltre il mio migliore amico mi ha aperto gli occhi su un bel po' di cose e mi ha tirato fuori dal buio in cui mi ero infilata. 

Cosa diresti, oggi, a questi bulli?

Una sola parola: grazie 

E cosa, invece, vuoi dire a tutti coloro che sono invece vittime di bullismo?

Beh, di non credere alle loro parole, di non smettere di sognare, di avere fiducia in se stessi e che nella vita tutto torna. La vita ce la costruiamo noi, in base a ciò che crediamo, e se diamo credito alle cattiverie che ci vengono dette non sarà buona cosa per cui teniamo duro! P.S. ho già scritto un romanzo su questo tema, ma al momento non è più in commercio. 

Parole molto molto sagge!
Bene, direi che questo è tutto!
Grazie per il tempo che ci hai dedicato! 


Grazie a te!