sabato 3 settembre 2016

Presentazione: "Ti ricorderò, sorridendo" di Marilena Di Micco

Salve a tutti!
Oggi vi presento un romanzo che mi attira davvero molto.
Beh, che dire? Le nostre self ci stanno offrendo moltissimo materiale da leggere e tutto interessantissimo!
Quanto vorrei avere giornate di quarantotto ore per poter fare tutto ciò che vorrei fare!
Ma bando alle ciance!
Vi lascio subito a questo piccolo gioiellino!

Titolo: Ti ricorderò, sorridendo.
Autore: Marilena Di Micco

Editore: self
Disponibile su amazon

Ebook 0,99€ , cartaceo 9,97€

Link d'acquisto: 

Sinossi:
Elhaida è una ragazza come tante altre, ama i valori della vita, tiene alle persone che la circondano più di quanto tiene a se stessa, e si considera fortunata ad avere una famiglia, degli amici, un ragazzo che la amano allo stesso modo.
Sembra andare tutto per il verso giusto, fino al giorno dell'incidente, in cui tutto il suo mondo viene stravolto. Incubo e realtà diventano le due facce di una stessa medaglia. Spetterà solo alla ragazza trovare la forza per risalire, e tornare alla sua vita...
Ma niente potrà mai tornare com'era prima, e la vita spesso continua anche con qualche pezzo in meno, nonostante il vuoto che riporta. Cos'è accaduto veramente in quell'incidente? Chi sono in realtà le persone che circondano Elhaida? Spetterà solo a lei scoprirlo e riuscire finalmente, a mettere insieme tutti i pezzi del puzzle, ma prima che sia troppo tardi...
Una sfida contro il tempo, in cui solo l'amore può tutto ed essere la vera forza.





venerdì 2 settembre 2016

Recensione: "Come miele sul cuore" di Tiziana Iaccarino

Ben trovati per un'altra recensione.
Questa volta si tratta di "Come miele sul cuore" di Tiziana Iaccarino.
Non sono molto per i romance, ma devo dire che questo non mi è dispiaciuto.

Prima della recensione vera e propria, parliamo dell’autrice:
Tiziana Iaccarino è un'artista italiana che nasce a Napoli il 7 Maggio del 1976. A soli cinque anni canta già in televisione e prosegue crescendo in sintonia con l'arte figurativa e l'arte letteraria.
A diciotto anni insegue il sogno di calcare un palcoscenico e comincia a frequentare un'Accademia
d'Arte Drammatica che le permette di recitare presso i teatri più importanti della sua città.
Nel 2008 esce il suo primo romanzo “Un barlume di speranza・(Giovane Holden Edizioni) arrivato alla II Edizione nel 2010 e in classifica su La Repubblica Ed. Napoli al 5° posto tra i libri di Narrativa
Italiana più venduti in una nota libreria campana. In quella classifica è l'unica esordiente tra nomi già
illustri della letteratura italiana. L'anno successivo esce il suo secondo romanzo “Le catene del potere” (Edizioni Eracle) e nel 2012 è la volta del terzo “Sulle orme della notte” (Ciesse Edizioni). Nel 2013 viene pubblicato il manuale “Come promuovere un libro” dalla casa editrice digitale flower-ed di Roma, la commedia autoprodotta “Lanty&Cookies” e il sequel “Lanty in love” che diventa l'inizio di una serie chick lit per la casa editrice digitale Genesis Publishing. Segue il nuovo manuale “L'agenda dello scrittore” (flower-ed) e nel 2014 la nuova commedia “Karola&Lustro”.

Bene: ora che abbiamo conosciuto Tiziana, parliamo.

Premetto che a me i romanzi ESCLUSIVAMENTE rosa non fanno impazzire, proprio per niente. Questo libro, però, l’ho apprezzato poiché scorrevole, scritto bene –a parte qualche errorino e refuso che non influiscono minimamente sul testo né sulla sua scorrevolezza- e soprattutto prende: vuoi sapere come va a finire, cosa succederà ad Isabel, chi sceglierà.

Il libro inizia con la protagonista che è in luna di miele alla Isole Cayman. Si è appena sposata con August Lettieri, uomo molto più grande di lei, completamente innamorato. Ma Isabel lo ama? Per farcelo capire, Tiziana inizia la narrazione con quelli che io chiamo flash back: ovvero ci racconta ciò che è successo, ciò che ha spinto Isabel a sposare August, per poi riallacciarsi al presente. Capiamo subito che la relazione tra August e Isabel non è delle migliori.

La narrazione prosegue e incontriamo anche Darrell, prestante e aitante giovanotto invaghito di Isabel e di cui anche la ragazza –poco più che ventenne- s’innamorerà. Ora: chi sceglierà Isabel?

La fine è abbastanza “scontata”, ma è la migliore a mio avviso: non poteva finire in modo diverso!

Parlando dei protagonisti: a tratti Isabel l’ho trovata irritante, parecchio infantile, ma con la voglia di risolvere i problemi di tutti e farsi carico di essi –e ho apprezzato tantissimo questa cosa-. Si riscatta molto verso la fine, quando caccia fuori il coraggio e prende in mano la propria vita.

August: personaggio molto interessante, che m’ispira parecchio, tanto che mi piacerebbe leggere molto di più su di lui. Per questo mi viene istintivo chiedere all’autrice se ci regalerà una novella o un’opera dedicata interamente a lui.

Darrell: beh, che dire? E’ l’uomo dei sogni, quello che tutte vorrebbero. Mi è piaciuta tantissimo la sua dichiarazione d’amore, una di quelle che ti fa battere il cuore un po’ più veloce e scioglierebbe anche chi –come me- è un po’ più ostico.

Insomma… valutazione complessiva positiva!

Non mi resta che fare i complimenti all’autrice e dirle di continuare così!

Voto finale: 4/5


giovedì 1 settembre 2016

Elisa intervista L.Cassie, scrittrice

Ciao a tutti!
Eccoci qua con il secondo appuntamento della rubrica "Le interviste".
Oggi ho deciso di intervistare L. Cassie, un'autrice che mi incuriosisce molto.
Ne approfitto, inoltre, per ricordare a tutti che oggi, 1.09.2016, esce il suo nuovo lavoro: "Tutto quello che vorrei".
Un grandissimo in bocca al lupo, quindi!
Ma bando alle ciance, conosciamo questa fantastica scrittrice!

Ciao Laura! Innanzitutto grazie per aver accettato di sottoporti a questa mia intervista.
Iniziamo!
Ti va di presentarti?
Ciao Elisa, sono io che ti ringrazio per avermi concesso uno spazio sul tuo angolino vrtuale. Ne sono molto felice. Presentarmi dici? Beh...una cosa l'hai già svelata, ovvero il mio nome. Come autrice uso uno pseudonimo (L. Cassie), ma il mio vero nome è Laura. Sono una ragazza di 22 anni e mezzo che abita in uno sperduto paesino del piemonte e che ha un mare di passioni. Che altro dire? Sono una sognatrice nata.... 

Come è nata la tua passione per la scrittura?

Non saprei dire con precisione. La scrittura ha sempre fatto parte di me, è una cosa naturale. Dico sempre che per me scrivere è come respirare, non potrei vivere senza.


Sì, ti capisco benissimo! Fa parte di te, insomma! Ti ricordi come è nata la tua prima storia? Non dico il tuo primo romanzo, ma proprio la tua prima storia.
Ti spiego. Io da bambina e da ragazzina ho sempre butatto giù flotte di pensieri, scrivevo i miei sentimenti, le mie sensazioni su di un foglio o un blog. È solo nell'ultimo periodo che mi sono cimentata con delle storie o romanzi, in seguito alla chiusura del negozio in cui lavoravo. La prima storia narrava di una ragazza che aveva vissuto da sempre come spettatrice, guardando le persone che la circondavano fare quelle cose che avrebbe voluto fare lei. Il titolo era "Lisa, la spettatrice del mondo" (se non vado errando).



Davvero molto interessante! E hai mai pensato di trasformarla in un romanzo vero e proprio? 

Credo di aver inserito parte di quel brano in ognuno dei miei romanzi. 

Questa è una cosa bellissima. E i tuoi romanzi, invece, come sono nati?

Cosa vuoi sapere esattamente? Con una domanda così generica rischio di scriverti un romanzo come risposta 

Cosa ti ha spinta a scrivere, perché hai deciso di scrivere, perché sono nati. La forza motrice che ti ha dato la forza di scrivere

Ho deciso di scrivere i miei romanzi perché sentivo di avere qualcosa da raccontare, da divulgare, da condividere. La forza motrice è stata, ed è ancora oggi, la voglia di fare della mia passione qualcosa di grande. Voglio raggiungere il cuore dei lettori e inviare loro messaggi importanti, oltre che regalare un po' di spensieratezza. 

Quali sono le principali difficoltà che hai incontrato nello scriverli?

La difficoltà più grande la incontro sempre negli ultimi capitoli. Ho paura di non svelare tutti gli enigmi del romanzo, di concludere tutto troppo velocemente o, al contrario, dilungarmi troppo. Alla fine l'epilogo ha una bella importanza. Il prologo e l'epilogo sono i due elementi base per una buona impressione. Mi spiego meglio. Se il libro inizia male, non lascio una buona impressione. Sin dalle prime righe bisogna conquistare il lettore, ma, ugualmente, se finisce male, mi son giocata mesi di lavoro. Cosa ancor più grave. 

Sì, capisco benissimo cosa vuoi dire. Ti va di parlarci del tuo ultimo "bimbo", che esce proprio oggi? Come è nata l'idea?

Lauren, la protagonista ha vissuto una drammatica esperienza identica alla mia. È stata invstita da un auto mentre attraversava la strada e ha rischiato di morire. Proprio come me. In seguito a questo evento si trasforma in una maniaca del controllo e si priva di ogni piacere della vita, temendo di sprecarla. Ma il bel Matt le farà cambiare prospettiva di vita. Posso quindi dire che gran parte dell'ispirazione me l'ha fornita il mio passato.  

Ti rispecchi maggiormente in Matt o in Lauren? Perché?

Beh, in Lauren, per i motivi sopra elencati. Ho dato a lei parte del mio vissuto, non potrebbe essere diversamente. 

La scrittura, quindi, in questo caso ti ha anche aiutata? L'hai usata come valvola di sfogo?

È sempre una valvola di sfogo. 

Indubbiamente.
Cambiando argomento: nella nostra vita, ci sono persone che lasciano il segno: chi ha lasciato il segno nella tua?

Mmmh, domanda interessante. Credo che i bulli incontrati a scuola abbiano influito sulla persona che sono oggi. Inoltre il mio migliore amico mi ha aperto gli occhi su un bel po' di cose e mi ha tirato fuori dal buio in cui mi ero infilata. 

Cosa diresti, oggi, a questi bulli?

Una sola parola: grazie 

E cosa, invece, vuoi dire a tutti coloro che sono invece vittime di bullismo?

Beh, di non credere alle loro parole, di non smettere di sognare, di avere fiducia in se stessi e che nella vita tutto torna. La vita ce la costruiamo noi, in base a ciò che crediamo, e se diamo credito alle cattiverie che ci vengono dette non sarà buona cosa per cui teniamo duro! P.S. ho già scritto un romanzo su questo tema, ma al momento non è più in commercio. 

Parole molto molto sagge!
Bene, direi che questo è tutto!
Grazie per il tempo che ci hai dedicato! 


Grazie a te! 

mercoledì 31 agosto 2016

Presentazione: "Tutto quello che vorrei" di L. Cassie

Buona sera!
Ben tornati per la presentazione di un libro che, personalmente, mi attira molto e che, sicuramente, acquisterò!

Titolo: Tutto quello che vorrei
Autore: L. Cassie
Editore: Self publishing
Genere: Rosa
Pagine: 186

Prezzo: e-book € 0,99 – cartaceo (disponibile a breve)

Data di pubblicazione: 1 SETTEMBRE 2016

Trama: 
Lauren ha rischiato di morire e ora programma ogni istante della sua vita. Da tempo ha rinunciato all'eccitazione dell'ignoto, preferendo la tranquillità di avere tutto sotto controllo ed è solo quando getta i suoi pensieri su un blog online che si sofferma ad assaporare davvero le sue giornate.
Ma per Matt, giovane cantante londinese, quei pochi attimi non bastano. Non possono essere sufficienti per godersi la propria esistenza. Ed ecco che inizia la sua nuova sfida personale: vuole che quella ragazza dai capelli rossi e gli occhi verdi smetta di fare programmi e cominci ad assaporare le cose belle della vita.
Le strade di questi due ragazzi, contro ogni previsione, s'intrecciano, stravolgendo l'uno il destino dell'altra e mentre Matt si addentra nel passato di lei, in realtà non fa altro che rivivere il proprio.
Lauren ha paura, si sente fragile e non capisce: perché Matt crede così tanto nella sua forza? Perché si ostina a piombare nelle sue giornate quando meno se l'aspetta? Perché sta sconvolgendo ogni suo piano, rendendo tutto così difficile ma allo stesso tempo... fantastico?

Biografia: 
L. Cassie nasce nel 1993 a Torino ed è in Piemonte che trascorre la sua infanzia, crescendo a pane e libri. Intraprende un percorso scolastico che la qualifica Estetista nel 2010, abilitandosi qualche anno più tardi. A gennaio 2015 apre un piccolo spazio sul web, denominato “L. Cassie – Blog”, con il quale collabora, come promoter e recensitrice, con note Case Editrici. A poco a poco riscopre una vecchia passione, quella per la scrittura, ed è grazie a quest’ultima che decide di dar luce al suo primo romanzo “Una nuova vita”. Pochi mesi dopo realizza una seconda opera intitolata “Ascolta il mio silenzio” (romanzo che al momento non è più in commercio e che verrà ripubblicato a breve). Nel gennaio 2016 realizza “Le cicatrici dell’anima”, una raccolta di citazioni. La sua opera più recente è, però, “Tutto quello che vorrei”, un romanzo pubblicato a settembre dello stesso anno.

martedì 30 agosto 2016

Recensione: "Incontri in maschera" di Monica Schianchi

Salve a tutti!
Chiedo venia per la lunga assenza, ma si sa com'è l'estate!
Nei prossimi giorni pubblicherò un po' di recensioni, perciò restate connessioni (le avevo precedentemente pubblicate su un altro blog, ma dal momento che sono state cancellate non facendo più parte dello staff -come è giusto che sia- ho deciso di riproporvele).
Partiamo subito con la recensione di un libro che personalmente mi è piaciuto davvero tanto: "Incontri in maschera" di Monica Schianchi, di cui è uscito anche il prequel intitolato "La propria strada" (che acquisterò appena ne avrò la possibilità).

Sinossi:
Torino 2030.
"Incontri in maschera" è uno dei migliori punti di ritrovo per tutti coloro che abbiano voglia di incontri sensuali nella massima sicurezza e discrezione.
Per Altea, professoressa universitaria, è l'occasione ideale per liberare i propri istinti senza avviare una relazione sentimentale. La vita l'ha scottata troppe volte perché lei abbia voglia di esporre di nuovo il suo cuore.
Forse, però, un incontro che non aveva previsto le farà cambiare idea.
Forse il suo cuore è pronto ad aprirsi di nuovo.

Parto col dire che ho apprezzato davvero molto il personaggio di Altea, la protagonista. E' una donna forte, ma al tempo stesso nasconde una grande fragilità dovuta ad un passato non tanto facile.
Man mano che si va avanti con la lettura, si capisce il motivo del suo essere così restia ad avere relazioni (e non la posso certo biasimare!).
Non voglio rivelarvi molto della trama, poiché sennò vi rovinerei tutto.
Altro personaggio fondamentale è Federico.
Uomo bellissimo, affascinante e molto colto. Soprattutto, Federico, è l'unico che riesce a suscitare interesse nella bella Altea, cosa che risulta alquanto difficile. E' ironico, strafottente e soprattutto dalle mille risorse.
Però... devo ammettere che il mio personaggio preferito è Stefano.
Sarà bastardo, sarà stronzo, sarà tutto quel che volete... ma io l'ho amato davvero!
Non vi rivelo quel che farà, ma molto probabilmente voi lo odierete.
Io, d'altronde, sono sempre stata innamorata dei "cattivi ragazzi" perciò non c'è da stupirsi che mi sia piaciuto così tanto!

La storia è molto intrigante, le scene erotiche riescono a colpire e non sono per nulla volgari, riescono a trasportarti nel momento e vorresti essere al posto di Altea.
Il testo è molto scorrevole e non ho trovato alcun errore, né refusi.
La trama è avvincente e si fa davvero fatica a staccarsi dal testo.
Davvero i miei complimenti a Monica, che è riuscita ad appassionarmi con la sua storia.

Voto: 5/5

venerdì 10 giugno 2016

Presentazione: "Le barriere dell'anima" di Giovanna Mazzilli

Oggi vi presento anche un altro libro -un romance-  che uscirà l'11.06.2016!
Non perdetevi "Le barriere dell'amore" di Giovanna Mazzilli!

Sinossi:
Sergio fa il medico, è un bell’uomo, ha quasi quarant’anni e mente ogni giorno a se stesso, affermando di non volere legami. Passa da una donna all’altra, usandole e non curandosi dei loro sentimenti. Ha solo una regola: evitare di superare i tre incontri in camera da letto.
Emma è un’infermiera, ha trent’anni e, da quando ha incontrato Sergio durante un turno di notte in ospedale, non ha fatto altro che pensare a lui. Quando si rincontrano, anche lei cade nella spirale dell’affascinante medico. Ma qualcosa dentro di lui è cambiato. Emma è riuscita a scuotere l’anima di Sergio, toccando punti lontani e scavalcando delle barriere che nessuno aveva mai varcato.
Riuscirà a far cedere il bel dottore e a fargli ammettere che l’amore è una realtà e non solo una fantasia?
Dopo “Le barriere della passione”, ritroviamo Sergio, il fratello maggiore di Amelia. La sua storia, le sue debolezze e la consapevolezza che, con la persona giusta, le barriere dell’anima si possono infrangere, riuscendo finalmente ad amare.





Presentazione: "Le cose come stanno e altri racconti" di Tina Caramanico

Ciao a tutti!
Oggi vi presento un'antologia molto interessante: "Le cose come stanno e altri racconti" di Tina Caramanico.

Titolo: “Le cose come stanno e altri racconti”
Autore: Tina Caramanico
Genere: raccolta di racconti
Pagine: 108
Prezzo: 10 euro
Link d'acquisto: https://www.amazon.it/cose-come-stanno-altri-racconti/dp/889332069X/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1465142865&sr=8-1&keywords=le+cose+come+stanno+e+altri+racconti

Sinossi:
Il libro contiene due raccolte di racconti, uscite separatamente in edizione digitale.
“Le cose come stanno”. Nove storie brevi sulla perdita delle illusioni, sulla caduta delle costruzioni fantastiche e arbitrarie che utilizziamo per abbellire, semplificare o comprendere la nostra vita. Nove personaggi incontrano all’improvviso la cruda, splendida realtà delle cose, che spesso fuggiamo per paura o per leggerezza.
“Nell’altra stanza (tre racconti sull’altrove)”. A volte non siamo dove sembriamo essere. A volte non siamo qui, non siamo noi. Siamo in un'altra stanza, un'altra vita, un altro tempo.

Uno dei racconti presenti nell'antologia:

“Il segreto di zia Amalia”


Ai tempi di zia Amalia c’erano ancora le zitelle. Le donne diventavano zitelle perché nessun uomo le aveva volute, e nessun uomo le aveva volute perché erano troppo secche, e siccome erano zitelle tutti le guardavano male e pensavano che avessero un brutto carattere. Zia Amalia era una zitella.
Mia madre andava a lavorare, e zia Amalia era venuta a stare con noi per badare a me, che ero piccola, e aiutare con la casa. Se oggi qualcuno facesse questo per me senza pretendere il doppio del mio stipendio, io gli farei una statua equestre e la esporrei all’ingresso. Invece mia zia Amalia era mal tollerata, sembrava che tenendola in casa fossimo noi a farle un favore, perché, certo, lei era zitella e non aveva una famiglia sua.
Zia Amalia non aveva neppure una casa sua: quando non stava con noi, stava con mia nonna sposata, che era sua sorella e aveva studiato, faceva la maestra. Zia Amalia invece no, non aveva studiato, poi era zitella, e quindi, sebbene facesse praticamente la serva a mia nonna, doveva esserle grata, perché lei era zitella e non aveva una casa sua, non l’aveva mai avuta.
Le zitelle erano piuttosto zitelle fin da giovani, evidentemente si capiva subito come sarebbero finite. Certe volte mi ricordo che zia Amalia usciva e quando tornava mi chiamava in cucina con un gesto silenzioso della mano, vieni, poi tirava fuori dalla borsa un cartoccio e lo metteva sulla tavola. Io lo sapevo cosa c’era dentro: le amarene. Lucide, grosse, dolci, quasi nere. Mia madre (non so perché) era convinta che le amarene mi facessero male, e per me erano assolutamente vietate. Salvo quando zia Amalia me le comprava di nascosto e me ne faceva mangiare quante ne volevo. Ancora me lo ricordo, come erano buone, e mi ricordo come rideva zia Amalia e come ridevo io. Credo che quella fosse la felicità, per tutte e due: complici in quella allegra efferatezza, chiuse in cucina a mangiare le amarene. Non stavo affatto male, dopo. Ma mia madre non se ne è mai accorta.
In tv, a quei tempi, davano uno sceneggiato che mi piaceva tanto ma di cui non capivo niente, se non che c’erano donne con vestiti e capelli lunghissimi e uomini che correvano a cavallo nei prati. Allora con zia Amalia giocavamo ad Aivanù: lei mi raccontava storie complicatissime, che adesso non ricordo, ma che tutte culminavano nella cavalcata a perdifiato di Aivanù sulle sue ginocchia. Io ero Aivanù, naturalmente. Finiva che zia mi faceva cadere (per finta) e ridevamo un sacco. Da grande ho letto il vero Ivanhoe di Scott, ed è stata una delle più grandi delusioni della mia vita.
Quando fui un po’ cresciuta, zia Amalia tornò ad abitare da mia nonna. D’estate andavo a passare un mese al mare da loro. Zia Amalia mi faceva trovare sul balcone il dondolo pronto e ripulito dalla ruggine dell’inverno. Sul dondolo ci passavamo le serate, a chiacchierare e a sentire la musica nel mangiadischi. Zia mi comprava i dischi, quelli che volevo io. Il mangiadischi era un aggeggio che oggi non esiste più, che sembrava una piccola valigetta, con cui si potevano sentire i 45 giri. Anche i 45 giri adesso non esistono più, sono roba da collezionisti. Sul dondolo, la sera, zia Amalia mi raccontava quello che faceva da giovane, e di quando sua madre buttava dalla finestra l’acqua addosso ai suoi corteggiatori che andavano a farle la serenata. Prima di diventare una zitella zia Amalia aveva dei corteggiatori che le facevano la serenata. A me questa cosa piaceva da morire, mi piaceva immaginarmela, e anche la bisnonna che inveiva dalla finestra. Zia Amalia era bravissima a raccontare storie, bravissima. Ridevamo un sacco, la sera sul dondolo.
Morì troppo presto, intendo troppo presto per me. Il resto della famiglia se ne dimenticò piuttosto in fretta, credo. Quelli che piangono davvero ai funerali sono i figli, e zia Amalia di figli non ne aveva. Però aveva me.
Qualche anno dopo, parlando con una mia lontana cugina, venni a sapere che zia Amalia aveva una storia segreta, che non aveva mai raccontato a nessuno. Per la verità era un tabù, quella storia, per tutta la famiglia, e quindi non se ne parlava mai, non se ne doveva parlare: così dicevano la mia bisnonna, mia nonna e mio padre. Il fatto è, mi raccontò la mia lontana cugina che aveva scoperto la cosa dai pettegolezzi di sua madre, che zia Amalia era stata sposata. O forse non si era neppure sposata, ma era scappata con un uomo. Non era un uomo qualsiasi, pare: si vociferava fosse un nobile, un ufficiale, uno straniero, un tedesco. Se n’era andata via con questo misterioso personaggio, via dove?, e poi era tornata, dopo un po’, da sola. L’avevano ripresa in casa, malgrado la vergogna, e quella storia era sprofondata nel silenzio, e quindi nell’oblio. Dunque era stato così che zia Amalia era diventata una zitella.
Provai in tutti i modi a cercare altre informazioni su questo segreto di famiglia, ma mia nonna era morta, mio padre ne sapeva poco e comunque non gli piaceva parlarne; di carte, lettere, fotografie non ne trovai. Salvo quelle di zia Amalia da giovane, che era alta, snella e fiera, nello sguardo e nel portamento. Ma quelle erano foto di prima. Insomma, le mie ricerche furono infruttuose. Allora cominciai a lavorare di fantasia, su questa storia.
Erano i primi anni del ‘900 a Napoli: prima della Grande Guerra. Zia Amalia era una ragazzina, era bruna e aveva gli occhi neri, lucenti. La sua era una famiglia della buona borghesia: andavano a passeggio, andavano al mare, alle feste da ballo. Fu così che un giorno zia Amalia incontrò un giovane: era sicuramente alto, sicuramente biondo, sicuramente bello e fiero a sua volta. Portava la divisa e sapeva essere cortese con le signore. Ballarono insieme una sera. E forse la stessa sera si baciarono di nascosto, sul terrazzo o nel giardino, sulle scale o in un salottino vuoto, mentre la musica, di là, suonava ancora. Si videro altre volte, non per caso, e mia zia si consumava d’amore per questo straniero misterioso. Poi lui la convinse a partire, a seguirlo chissà dove. Io so che non avrà fatto molta fatica: zia Amalia era una che adorava le storie complicate, i romanzi, era una che si perdeva nei sogni, che si struggeva di curiosità per quello che non conosceva. No, di sicuro quell’uomo in divisa non avrà fatto molta fatica per convincerla.
Non so cosa sia successo dopo, quali ostacoli abbiano distrutto quel sogno così grande, quali umiliazioni abbiano ucciso quell’amore coraggioso e incosciente. Non riesco a immaginarmelo, e in fondo non lo voglio sapere. Certo, rimasta sola sarà stata distrutta, zia Amalia, sarà stata disperata. Ma qualche cosa di dolce e di buono quell’avventura nell’ignoto, quel sentimento scervellato io credo a lei l’abbia lasciato. Io so che nelle amarene e nelle storie di zia Amalia c’era molto amore e c’era allegria. Da qualche parte della sua vita e della sua memoria dovrà pure averli presi.

Biografia: 
Tina Caramanico è nata a Taranto nel 1962. Oggi vive ad Abbiategrasso, in provincia di Milano. Ha pubblicato nel 2011 una piccola raccolta di poesie, “Guida a Milano invisibile”, Nulla Die; nel 2013 tre raccolte di racconti: “Le cose come stanno”, in digitale con Officine Editoriali; “Oltre l’incerto limite”, Runa Editrice; “Piccole storie oscure”, 0111 Edizioni; nel gennaio 2015 è uscita una nuova raccolta di poesie, “I poeti non servono a niente”, con la casa editrice Ottolibri e una novella tra horror e noir, “In memoria”, in digitale con Nero Press. Seguono le sue prime due pubblicazioni indie: la raccolta digitale “Nell’altra stanza (tre racconti sull’altrove)” e il libro “Le cose come stanno e altri racconti”, che contiene in versione cartacea l’omonima raccolta e i tre racconti di “Nell’altra stanza”. Altre sue poesie e numerosi racconti brevi sono usciti in varie antologie (editori, tra gli altri, LietoColle e Mondadori), riviste e sul web.

Link: blog Dentro il cerchio: http://dentroilcerchio.blogspot.it/